Napoli, De Laurentiis attacca il Frosinone: “Cosa ci fa in Serie A?”. La replica di Stirpe: “Non accetto lezioni da chi non ha vinto nulla”

Aurelio De Laurentiis torna alla carica e fa parlare nuovamente di se’ attaccando direttamente un club di bassa classifica come il Frosinone. In un’intervista al New York Times, ovvero uno dei più importanti quotidiani al mondo, ha dichiarato: “Club come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se non possono competere, se finiscono per ultimi, dovrebbero pagare una multa. Non dovrebbero ricevere denaro per il fallimento. La promozione e la retrocessione sono la più grande idiozia nel calcio”. Un attacco diretto al club ciociaro, reo di non essere appetibile per i grandi investitori stranieri in sede di diritti televisivi. Una presa di posizione anche che guarda alle regole storiche del calcio, ovvero alle promozioni e alle retrocessioni, come se il calcio stesso debba per forza essere di proprietà delle stesse 20 società per sempre. Una visione che attacca il significato stesso del gioco, ovvero la passione e il sogno di raggiungere obiettivi mai raggiunti in precedenza.

Non si è fatta attendere la replica del presidente Stirpe tramite CalcioNapoli24.it: “Mi sembrano dichiarazioni di una persona che ha la sindrome di Napoleone – dice Stirpe -. Nella vita ancora prima che nel calcio serve rispetto e io qua non ne vedo: invece bisognerebbe averne sempre per gli avversari, lo sport deve insegnare questi valori. Se invece lo sport insegna i valori della prepotenza queste dichiarazioni si commentano da sole e le rispedisco al mittente. Arrivano parole da parte di persone che non hanno vinto niente e mi sembra anche velleitario”. “Abbiamo il progetto di crescere in modo sano e attraverso i nostri mezzi – aggiunge il presidente della squadra ciociara –. Noi mettiamo i soldi nel calcio e non li prendiamo, siamo stati capaci di realizzare uno stadio mentre altri che hanno risorse ben più importanti delle nostre non hanno regalato alla città un’infrastruttura del genere”. Secondo Stirpe, “le uniche modifiche che il calcio italiano deve fare sono quelle che devono prendere come punto di riferimento il calcio inglese, tedesco o francese. Non come capita in Italia dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri”. La conclusione del ragionamento è che “bisognerebbe ridurre le risorse assegnate a squadre come il Napoli ed aumentare quelle da assegnare a squadre come il Frosinone”. Stirpe è tornato sull’argomento anche in un’intervista a Radio Marte: “Sono deluso dalle parole di De Laurentiis perchè riduce tutto ai soldi. Quando il Napoli competeva con il Frosinone… purtroppo non è equa la distribuzione dei diritti Tv. Non conosco il sistema degli Usa, ma conosco il sistema inglese, tedesco, spagnolo: lì non ci sono differenze, lì tutti possono vincere i campionati. I risultati? Sono sotto gli occhi di tutti: in Italia da 7 anni vince sempre la stessa squadra. In passato diedero alla Serie b il 7,5% un totale di contributi con la Legge Melandri che però non hanno mai rispettato. Ridurre il numero di squadre? Non serve a nulla! Il campionato inglese funziona a 20 squadre. Mi fate ridere quando palate di competizione, non può essere così perchè una squadra prende 160 milioni e un’altra 28 ma quale competizione può esserci! Il calcio non è diverso dal resto dell’Italia e noi piccole società non abbiamo peso politico per cambiare le cose. Le affermazioni di De Laurentiis sono solo gratuite e dovrebbe vergognarsi per averle fatte. Non prendo suggerimenti da chi non ha vinto nulla o meglio solo le coppe del nonno. Posso dire che con le mie modeste risorse ho fatto lo stadio e se lui volesse bene ai napoletani farebbe uno stadio a Napoli. De Laurentiis ha la sindrome di Napoleone perchè pensa di esserlo, ma non lo è. Sono arrabbiato, ma voglio dire ciò che penso. Mercato? Facciamo quello che possiamo con le nostre risorse, di certo non ci faremo dire da De Laurentis che siamo falliti. Nel consiglio di Lega non ci vado affatto perchè non si possono esprimere liberamente le idee, conta la legge del più forte e dobbiamo soggiacere a questa legge“.