Fabio Caserta, da capitano in campo a condottiero in panchina: la perfezione stabiese porta il suo nome

IL CONDOTTIERO FABIO. La Juve Stabia ieri pomeriggio ha vinto un’altra partita, la 18esima su 26 disputate, contro la Reggina per 1-0. Del campionato straordinario delle Vespe ne parlano ormai tutti, dal nord al sud Italia, forse anche oltre confine visti i record assurdi che la squadra di Castellammare sta praticamente stracciando. Della coppia difensiva, anzi muro difensivo, tutti hanno decantato le gesta: Lino Marzorati e Magnus Troest sono stati, fin qui, perfetti, insieme a Paolo Branduni il portiere saracinesca. La crescita incredibile dei vari Calò, Canotto ed Elia, la riconoscono in tanti; l’esperienza di Vitiello, Carlini, Mezavilla e Paponi l’arma in più. Però, diciamoci la verità, il vero condottiero, l’uomo che è riuscito ad assemblare una buona squadra facendola diventare invincibile ha un solo nome e cognome: Fabio Caserta.  Come nelle più epiche battaglie, Caserta sta conducendo il suo esercito di legionari verso la conquista di un impero, una conquista che soli 6 mesi fa era impossibile solo da pensare.

LA CRESCITA DI CASERTA. Il mister di Melito di Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria ha effettuato una crescita tecnico-tattica esponenziale, passando in circa 365 giorni da un buon allenatore a un tecnico straordinario. Lo scorso anno, non avendo ancora il tesserino da allenatore in prima, era secondo di Ciro Ferrara ma già si intravedevano le grandissime doti da stratega e motivatore. Doti che in realtà Caserta ha avuto da sempre, anche quando era ancora un giocatore di Catania, Palermo o Atalanta. Un centrocampista capace di abbinare qualità a tanta quantità, un leader in campo sempre pronto ad aiutare il compagno in difficoltà. Ed è proprio così che mister Caserta si sta comportando in questi anni stabiesi, mettendo in gioco tutta la sua esperienza a servizio della propria squadra in particolar modo dei proprio giovani. Questa capacità nasce da un particolare non da poco: Caserta è nell’ambiente gialloblu da sette lunghi anni( prima da capitano e poi da allenatore) conosce ogni minimo particolare della società e oramai ha un grandissimo rapporto con tutta la tifoseria. E i suoi giocatori, in questo clima di serenità e unità di intenti, stanno rendendo al 150%.

LA DUTTILITA’ TATTICA. Da settembre ad oggi la Juve Stabia ha giocato 26 partite quasi perfette. Il 4-3-3 Casertiano ormai è un vero e proprio dogma ma non è l’unico modulo utilizzato dal mister. Infatti in diverse occasioni una delle maggiori qualità delle Vespe è stata proprio la capacità di modificare l’assetto tattico in corso d’opera, passando al 3-5-2, al 4-4-2 o al 4-3-1-2 senza nessuna difficoltà. Ovviamente per effettuare questi cambi tattici c’è bisogno di una formazione di un’altra categoria, cosa che la Juve Stabia sta dimostrando domenica dopo domenica. L’altra categoria in questione, la serie B, passerà proprio dalle strategia da grandissimo coach quale è Caserta, il calabrese più stabiese di sempre.  <a href=”https://www.facebook.com/onlinemagazine.it/”><strong>CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK</strong></a>