Arrivano 50 milioni contro la dispersione scolastica, in Campania contributi a 71 comuni


Arrivano in Campania 50 milioni di euro per la lotta alla povertà educativa minorile e alla dispersione scolastica. Non solo Campania ma anche altre aree del territorio nazionale per un totale di oltre 200 individuate mediante un decreto interministeriale che porta la firma del Ministro dell’Istruzione Bussetti, il Ministro dell’Interno Salvini e della Giustizia Bonafede. I fondi del PON Scuola 2014-2020 serviranno per finanziare progetti didattici nelle scuole per contrastare la dispersione scolastica anche coinvolgendo enti, associazioni, strutture di promozione sociale e federazioni sportive. In Campania sono stati selezionati 71 comuni che potranno beneficiare del contributo: Napoli; Benevento; Salerno; Ariano Irpino, Forino, Lauro, Mugnano del Cardinale e San Martino Valle Caudina in provincia di Avellino; Aversa, Casapesenna, Castel Volturno, Cesa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Piedimonte Matese, Santa Maria Capua Vetere, Sant’Arpino, Sessa Aurunca e Teano in provincia di Caserta; Afragola, Anacapri, Arzano, Boscoreale, Boscotrecase, Brusciano, Caivano, Calvizzano, Cardito, Casalnuovo di Napoli, Casamicciola Terme, Casavatore, Casoria, Castellammare di Stabia, Cercola, Crispano, Ercolano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Gragnano, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Monte di Procida, Nola, Pomigliano d’Arco, Portici, Pozzuoli, Quarto, Sant’Anastasia, Sant’Antimo, Sorrento, Terzigno, Torre Annunziata e Torre del Greco in provincia di Napoli; Altavilla Silentina, Castel San Giorgio, Eboli, Fisciano, Maiori, Montecorvino Rovella, Montesano sulla Marcellana, Nocera Inferiore, Olevano sul Tusciano, Pagani, Pontecagnano Faiano, Sarno, Scafati e Sicignano degli Alburni in provincia di Salerno. Spiega il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Combattere la dispersione scolastica significa investire nei giovani e quindi nel nostro futuro. Non è più tollerabile esporre migliaia di ragazzi al rischio di essere arruolati dalla criminalità per mancanza di alternative e di cultura. Da ministro dell’Interno ho il dovere di reprime l’illegalità, ma sono orgoglioso di contribuire a questo progetto che investe in una sana e reale prevenzione”.