Foto: Pagina Facebook Sky Atlantic

Gomorra 4, episodi 7-8: La voglia di leadership mette Enzo e Valerio uno contro l’altro, Patrizia si prende Mickey e Secondigliano

Il clan di Forcella perde Sasà e Valerio vede quindi davanti a sè la ghiotta occasione per mettere in discussione la leadership di Sangue Blu, proponendo un incontro con i Capaccio, all’insaputa di Enzo, al fine di formare un alleanza per contrastare il dominio di Patrizia a Secondigliano. Enzo intuisce le intenzioni di Valerio e ordina ai suoi “fratelli” di stargli addosso. I membri del clan, se in un primo momento sembrano voler assecondare le volontà di Valerio, avvisano Sangue Blu della richiesta avanzata dal ragazzo dell’alta borghesia ai Capaccio. All’incontro assieme a questi ultimi vi sono anche i Levante, e proprio lì gli uomini del clan di Forcella tendono un agguato a Valerio, colpendolo mortalmente alla testa, ma l’azione compiuta risulta determinante affinché l’alleanza non prenda vita. Nel frattempo Genny è ancora alle prese con i problemi per la costruzione dell’aeroporto a causa degli sversamenti irregolari eseguiti sui terreni del consorzio. È Tiziana a trovare una soluzione, proponendo di sporgere denuncia contro ignoti per portare l’opinione pubblica dalla propria parte. Alberto deve far fronte alla richiesta della banca di rientrare dal proprio debito, pari a 150mila euro, e chiede aiuto al giovane Savastano il quale tende la mano al suo socio in affari. Nella tenuta dei Levante è giorno di festa: Patrizia e Michelangelo, in attesa del bimbo, celebrano le loro nozze. Alla cerimonia si presenta anche Gennaro, e sarà proprio lui ad accompagnare la sposa all’altare, donandole anche l’indipendenza sulla piazza di Secondigliano come regalo di nozze. Alberto viene convocato in Procura per far luce sui soldi rimediati per saldare il suo debito e Genny ne viene a conoscenza mediante Tiziana, la quale informa Savastano che lo stesso Alberto è stato bravo nel reggere la pressione, ma nutre dubbi che l’uomo possa nuovamente reggere il confronto col magistrato. L’imprenditore non nutre quindi più della fiducia del rampollo, perdendo la vita precipitando da una scogliera a seguito di una manomissione ai freni dell’auto. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK