(VIDE0) Nozze trash, lite tra Borrelli e Colombo in TV

e ritornano in televisione ospiti a “Live – Non è la d’Urso” per parlare del matrimonio la cui polemica è arrivata fino in Parlamento. La settimana scorsa i due novelli sposi, erano già stati ospiti a Canale 5 dove avevano mostrato tutti i documenti e le autorizzazioni concesse dagli organi preposti per il festeggiamento delle nozze. In collegamento con lo studio – ieri sera su Canale 5 – vi era anche il Consigliere Regionale dei Verdi Borrelli che ha anche postato il video sulla sua bacheca Facebook. Gli animi si sono surriscaldati ed è stato necessario l’intervento della conduttrice Barbara d’Urso a rimettere ordine in studio.

“Colombo – ha detto Borrelli – sta raccontando una serie di cose non corrette e semi-false sulla vicenda del suo matrimonio con la vedova di camorra. Sta facendo fare alla città di una figuraccia”. “Non avete – replica Colombo – mai portato a termine qualcosa in vita vostra, Napoli se ne sta cadendo a pezzi e nessuno se ne importa. Andate in Tv solo per farvi pubblicità”. Borrelli ha poi risposto: “Napoli cade a pezzi anche per la gente come lei”. Quando gli animi si sono surriscaldati oltre il limite ci ha pensato la padrona di casaBarbara d’Urso:
“Nelle mie trasmissioni io devo capire quello che dite perché sono io la responsabile. Questa discussione non mi piace più, cambiamo argomento”.
“Stasera – ha scritto Borrelli sulla sua pagina Facebook – mentre ero in diretta con la trasmissione di Barbara D’Urso hanno improvvisamente staccato il collegamento quando ho cominciato a parlare della vera storia della vedova di camorra Tina Rispoli e del suo matrimonio vergognoso con Tony Colombo apoteosi dell’illegalità e della mancanza del minimo rispetto delle regole. Sono riuscito a dire solo che c’è una Napoli che non piega la testa e non accetta prevaricazioni e violenza. Appena ho però parlato dei clan e di come si è arricchita questa famiglia hanno sbrigativamente interrotto tutto dopo che il cantante neo melodico di origini sicilane e Platinette mi avevano impedito di completare quasi ogni frase urlandomi addosso. Non sono pentito di quello che ho fatto e sono orgoglioso di aver fatto sapere a tutto il paese che quei due non rappresentano la città”.


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