Spalletti: “Il futuro è il bene dell’Inter, a prescindere da me e Icardi”

Per continuare la striscia positiva di vittorie, l’Inter va ad Udine, cercando di blindare il terzo posto, i friulani dal canto loro sono alla ricerca di punti per la lotta salvezza. Si preannuncia una sfida tutt’altro che scontata, come successo molte volte in questo finale di stagione. Spalletti in conferenza stampa presenta il match contro la sua ex squadra. Partita decisiva per la Champions? “Lo possono essere tutte, bisogna vedere cosa fanno gli altri e questi altri sono almeno sei. Vanno tutte affrontate nel modo giusto. Andare a giocare in casa di una squadra che lotta per la salvezza a quattro giornate dalla fine, vale uno scontro diretto per il livello di difficoltà. Sarà una partita difficile per classifica e importanza del nostro obiettivo. Vincere è fondamentale”. Sugli scatti social di Icardi: “Quando viene qui è sempre vestito di Inter e a me interessa quello”. Da quali certezze si riparte? “Dipende da quali minuti prendiamo in esame. Abbiamo giocato una bella partita anche contro la Roma. A volte succede involontariamente di fare delle differenze e probabilmente quei cali di tensione di cui si è parlato in questi due anni, sono figli della difficoltà che ognuno di noi si costruisce da solo. Se ti alleni bene sei pronto, se non lo fai anche se sei forte puoi anche sbagliare”. Sulle differenze tra partite in casa e in trasferta: “Non ce ne sono. Dipende dalle letture che si danno in relazione alle partite. Proviamo sempre a fare la partita nella metà campo avversaria. Bisogna andare sempre verso l’area di rigore per abbassare il rischio che resta dietro alla linea difensiva. Se l’avversario sarà stato bravo a proporre, verrà fuori una gara più offensiva”. L’Inter quest’anno è stata meno dipendente da Icardi, ma restano delle difficoltà? “Per quanto mi riguarda, non mi trovo d’accordo quando si parla di dipendenza. Si dà molta importanza a chi fa gol. L’Eintracht l’abbiamo guardata ieri sera contro il Chelsea: noi siamo l’unica squadra a non aver preso gol in casa loro. E allora perché non si dà merito anche ai nostri difensori? Capisco che chi segna salti all’occhio con maggiore facilità ma spesso, nella costruzione di squadra, il muro che non consente agli avversari di segnare conta di più. Bisogna portare sempre più pressione, avanzare verso la metà campo avversaria, così possono capitare piccole cose in grado di avvantaggiarci. Un errore può essere utilizzato nel migliore dei modi se si riesce a posizionare la squadra nel modo corretto. Noi abbiamo giocatori che sanno ribaltare le situazioni. Ciò che succederà nel prossimo anno lo andremo a vedere, cercando di fare scelte chiare e autentiche, in relazione al percorso che si vuole fare”. Ha visto in Icardi la voglia di cambiare le cose? “Certe situazioni possono averlo limitato, ma l’equilibrio è necessario. Io lo trovo come quando l’ho conosciuto. Ha un livello di ripetitività nel comportamento in allenamento e in campo che dà sensazioni positive, anche per quanto riguarda il futuro. Tutto ciò che serve per migliorare le sue performance da un punto di vista di segnature e assist”. Quale concorrente alla Champions teme di più? “No, sono tante, fino alla Lazio alla quale qualcosa non è andata bene, ma abbiamo visto anche a nostre spese cosa sa fare. Ci sono intrecci particolari pure per quel che riguarda la corsa alla salvezza. Squadre come l’Atalanta che tutti gli anni si vanno a posizionare come sorprese… In passato è anche arrivata davanti a noi e perciò comincia a diventare una ri-sorpresa. Si creano aspettative che nella testa dei giocatori vanno smaltite. Possono benissimo arrivare dentro le prime quattro. Si è infilato anche il Torino quest’anno e la Roma l’ho allenata e lo so bene dove può arrivare: dicono che hanno ceduto, ma allo stesso modo i giocatori importanti li hanno pure presi. Quando arrivai io, dopo i primi sei mesi la Juventus venne a prenderci Pjanic che era sul livello di De Rossi. Arrivavamo secondi, però non andava bene… Perciò possono pure arrivare davanti a noi in classifica”. A fine anno resterà solo uno tra lei e Icardi? “Per me non c’è assolutamente nessun problema. Il mio futuro si chiama Udinese, non Icardi. Poi si chiamerà Chievo e dopo ancora Napoli. L’allenamento prima di Inter-Empoli e quello dopo. Non ho nessun problema ad allenare e a far giocare qualsiasi calciatore. Voglio dire che il futuro è il bene dell’Inter, è arrivare presto al lavoro, avere voglia di fare le cose per bene. Così ci sono più possibilità di raggiungere gli obiettivi”.