Serie A

Da #AllegriOut a #SarriOut il passo è breve: quanto costa aspettare i risultati del campo?

Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri sono due allenatori praticamente agli antipodi. Modi di intendere e insegnare calcio totalmente diversi: il primo pragmatico e concreto, il secondo fautore del bel gioco. Ma da oggi, entrambi avranno due cose in comune: aver allenato la Juventus e l’accoglienza che i tifosi bianconeri hanno riservato a tutti e due.

LUGLIO 2014. Antonio Conte ha da poco lasciato la Juventus, spiazzando praticamente tutto l’ambiente bianconero. I tifosi, increduli, attendono con ansia il nuovo allenatore. La Società juventina il 16 luglio li accontenta: Massimiliano Allegri successore di Conte. Rivoluzione. I tifosi della “Vecchia Signora” prima sui social e poi alla prima ufficiale di Max nel centro sportivo bianconero protestano. “Noi Allegri non lo vogliamo”, così cantano gli ultras in faccia al loro nuovo condottiero. Il mondo juventino, in quasi tutte le sue componenti di tifo, è assolutamente contrariato. Un uomo che ha criticato, insultato e infangato il nome della Juventus ai tempi del Milan proprio non lo accettano. E come dargli torto, alla fine sono tifosi e agiscono di pancia, senza pensarci. Ma fortunatamente, il tifoso in materia calcistica è “ignorante” e poco importa se non è d’accordo con le scelte della propria società. E infatti, facendo un salto di 5 anni, ovvero ai giorni nostri, il bilancio di Allegri sulla panchina bianconera è da urlo: 5 scudetti su 5, 4 coppe Italia, due supercoppe Italiane e due finale di Champions League perse contro Barcellona e Real Madrid. In tanti dopo quel 16 luglio 2014 si sono ricreduti e hanno ringraziato il mister al termine della sua avventura juventina, giustamente. Ma la lezione, evidentemente, non è servita…

GIUGNO 2019. Ci risiamo. Dopo aver salutato Allegri, sognato Guardiola e annunciato ufficialmente Maurizio Sarri come prossimo allenatore, i tifosi della Juventus sono nuovamente in rivolta. Il tecnico ex Napoli e Chelsea è praticamente odiato dalla maggior parte dei suoi nuovi sostenitori, tanto da creare già un nuovo hashtag: dopo #AllegriOut, sui social è spuntato sin da subito #SarriOut. Bene, siamo alla follia più totale. Dopo la “lezione Allegri”, gli juventini non hanno assolutamente capito come funziona: prima di criticare, uccidere mediaticamente e condannare un allenatore bisogna aspettare i maledetti risultati di quel bel rettangolo verde. Se Sarri dovesse vincere al primo colpo scudetto e miracolosamente la Champions, tutti questi tifosotti cosa faranno? Saliranno sul carro esaltando Sarri come miglior tecnico del mondo? E no, non funziona così. Gli screzi del passato vanno messi da parte per poter raggiungere insieme gli obiettivi stagionali. Se il tecnico di Figline dovesse fallire sul campo, allora tutte le critiche saranno giustificate, ma è davvero ridicolo accusare un allenatore prima ancora che sbagli. Signori, il tempo delle bandiere è finito, il tempo del Dio danaro è giunto (da tempo ormai). Non affezionatevi più o non stigmatizzate prima del tempo, potreste pentirvene amaramente.

maurizio sarri

 

Antonio Carlino

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