Politica

Crisi di Governo, ne parliamo con Stefano Maria Cuomo

Intervista telefonica al Commissario del Partito Liberale, Stefano Maria Cuomo, sulla situazione politica attuale che vede il Governo in crisi.
Questa crisi di Governo come la vede?
“Era preannunciata da tempo. Due elementi così diversi non potevano andare lontano. L’acqua e l’olio. Hanno resistito 18 mesi dove Di Maio ha dato la possibilità a Salvini di raggiungere una percentuale fuori misura ma, sembra, che ora incominci il declino. Salvini è stato scaltro andando in aula e accettare la sfida dei 5stelle a votare per diminuire i parlamentari e andare al voto subito ma questo non potrà avvenire in tempi brevi. I passaggi parlamentari sono lunghi e poi ci sarebbe da ridisegnare i collegi “Uninominali”. Senza considerare che, in caso di voto segreto, anche nella maggioranza non credo che passi. Di questa crisi mi preoccupa il futuro che sarà dettato dal Presidente Mattarella, un Governo di scopo per aggiustare i conti pubblici e auspicare un non aumento dell’IVA, con Draghi Premier. Spero comunque che subito dopo la correzione dei conti pubblici, nella entrante primavera, si possa riandare al voto per correggere l’anomalia uscita dallo scorso scrutinio”.
Quindi il PLI è per andare alle elezioni?
“Il Partito ritengo di si, io sicuramente. Negli ultimi 18 mesi si è lavorato per radicare i territori, non siamo riusciti a completare l’organizzazione ma, se dovessimo andare ad elezioni anticipate, comunque siamo pronti. Piemonte, Lombardia, Triveneto, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna, Sicilia e Puglia potrebbero fare una buona partita ed essere da traino per una Forza Liberale adeguata che potrebbe anche superare il 4%. Ci si deve confrontare sulle politiche giovanili, sulle possibili azioni di sviluppo per un sud competitivo, immaginando aree industriali a tassazione agevolata, una sanità rivisitata, senza considerare una ridisegnazione delle aliquote IRPEF e una proposta adeguata per riportare la scuola al centro della politica unitamente alla ricerca con adeguati investimenti senza dimenticare il rilancio delle opere pubbliche. Dobbiamo immaginare che riuscendo a risollevare la qualità delle imprese, queste stesse saranno l’ammortizzatore sociale per le nuove generazioni, non lo Stato, come immaginano e hanno immaginato i 5stelle.
Abbiamo letto che gli humors interni al Partito sono molto caldi, potrebbero pregiudicare la composizione di una vostra lista?
“Non credo proprio, direi che al contrario siano un elemento importante che ci fa comprendere che il Partito è vivo. Bisogna solo far comprendere che le critiche devono essere propositive per il bene del Partito e non per giustificare un immobilismo di un dirigente locale che per fortuna è messo all’angolo e non potrà più far danni. I temi caldi sono in tutti i partiti, almeno in quelli di interesse nazionale. Con l’esercizio delle urne dovremmo essere pronti a convincere giovani, anziani, famiglie, settori produttivi che una Forza Liberale può finalmente cambiare, aiutare a cambiare questa fase di stallo”.
Il 20 settembre, a Roma, ci saranno “Gli Stati Generali dei Liberali “, prevede una partecipazione adeguata? Cosa direte, da parte vostra?
“Si il 20 settembre. Io avrei preferito attendere la settimana successiva, immaginando un meeting aperto a tutti i satelliti Liberali per verificare proposte costruttive per realizzare una rete di movimenti e organizzare una Forza Liberale con cui condividere un percorso per una proposta politica più ampia possibile priva di indirizzi predestinati. Come ho scritto in un articolo pubblicato oggi, non puo’ piu’ esistere un primo e un secondo tempo nella politica per la nostra area Liberale, serve un programma urgente, concreto, realizzabile e condiviso”.
A fine novembre avrete il vostro Congresso Nazionale, si immagina una competizione serrata per la Segreteria Nazionale?
“Lo auspico, vista l’euforia sui social da parte della cosiddetta opposizione, auspico che ci sia una adeguata proposta e che non sia solo il preludio di una sterile critica. Una critica mossa alla DN è stata proprio quella di non aver letto un documento con cui si voleva portare una modifica, aprendo il Congresso ad un pubblico più ampio. Personalmente, pur disponibile ad un congresso aperto, ritengo non perseguibile in questa prossima competizione. Sarebbe antidemocratica e antistatutaria. Al contrario potrebbe essere condivisa per i congressi territoriali. Darebbero più ampio respiro sui territori presidiati e maggiore impulso dove non esiste un radicamento territoriale”.
Commissario, il suo futuro?
“Il mio futuro è essere utile nel Partito Liberale, quello che ho applicato e applico, è frutto di una esperienza personale di oltre 30 anni. Finché può essere applicata sono al servizio della bandiera Liberale poi del futuro non vi è mai certezza”.
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