Religione, cultura e storia: la Festa della Madonna di Reggio Calabria incanta il Sud Italia


Da secoli, nel secondo sabato del mese di settembre, la città di Reggio si trasforma, dimenticando per qualche giorno tutto il resto e concentrandosi sulla Festa della Madonna della Consolazione

La prima processione del quadro della Madonna è datata 1936 ma la devozione dei reggini verso la Madonna si consolida a metà del Cinquecento. Nel 1567-1577, una tremenda pestilenza flagellò la città. Si narra che al frate cappuccino Antonino Tripodi, in preghiera di fronte al quadro, apparve proprio la Madonna che annunciava la fine dell’epidemia. Da qui nacque il pellegrinaggio, che si recò in massa alla Basilica dell’Eremo per ringraziare la vergine. Il 24 giugno 1657, la città di Reggio Calabria si impegnò ufficialmente ad offrire ogni anno un cero votino in occasione della festa, e con Decreto della Santa Congregazione dei Riti del 26 agosto 1752, la Madonna che raffigura il dipinto fu dichiarata “Patrona della città”. Il terremoto violentissimo che nel 1693 colpì la Sicilia, risparmiando Reggio, venne visto come un altro segno di protezione nei confronti della città da parte della Madonna. Proprio per questo avvenimento, il quadro venne decorato con una cornice in argento donata dai cittadini,  due corone in argento donate dall’Amministrazione Comunale e un velo di raso color cremisi donato dal Capitolo (collegio della chiesa cattolica).

Il quadro è opera dell’artista reggino, Nicolò Andrea Capriolo, realizzato nel 1547. Le dimensioni esatte corrispondono a 129,5 cm e 135 cm, esclusa la cornice in ferro. La vara completa pesa oltre 12 quintali. Raffigura la Vergine seduta in trono che sorregge Gesù bambino tra san Francesco con una croce e nella mano destra il libro della Bibbia (nelle poche righe del libro, riportate dall’autore del dipinto, è possibile leggere: “In principio Dio creò il cielo, la terra invece era senza vita e vuota”), e sant’Antonio di Padova con il giglio ed il libro della scienza teologica. In alto due angeli incoronano la Vergine con in mano una palma.

Il dipinto è portato in processione dai ‘portatori della vara’, i quali il giorno prima della processione stessa, vegliano il quadro con preghiere e canti religiosi. La sera della ‘veglia‘, la scalinata della Basilica dell’Eremo diventa un luogo di pellegrinaggio per ogni cristiano. La parte più emozionante della processione è chiamata ‘volata’, ovvero quando il quadro, spinto dai portatori, entra di corsa nella cattedrale della città. La festa prende avvio la mattina del secondo sabato del mese di settembre con la processione della Sacra Effigie, che dalla Basilica dell’Eremo viene portata alla Basilica Cattedrale. Una seconda processione, che segue un percorso nel centro storico cittadino, avviene il martedì immediatamente successivo.

«Cu terremoti, cu guèrri e cu pàci,
sta fèsta si fìci, sta fèsta si fàci!
»

(detto popolare coniato da Ciccio Errigo, poeta dialettale reggino)

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