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Coronavirus, identificate due mutazioni del virus. Non si esclude una terza

Alcuni scienziati cinesi hanno scoperto che il Nuovo Coronavirus  ha due mutazioni: S-cov e L-cov. Analizzando l’evoluzione molecolare dell’intero genoma di 103 nuovi campioni di Coronavirus, gli scienziati della scuola di scienze della vita dell’Università di Pechino, l’Istituto Pasteur di Shanghai e l’Accademia cinese delle scienze hanno trovato 101 campioni che possono essere classificati in S-cov e L-cov sulla base di 149 macchie di mutazione sui ceppi di virus. L-cov sarebbe più pericolosa, perchè presenta una maggiore trasmissibilità e infligge più danni al sistema respiratorio umano. Gli esperti hanno affermato che potrebbero esserci più  varianti scoperte mentre le infezioni aumentano a livello globale, poichè la mutazione si verifica dall’adattamento del virus a diversi ambienti e ospiti. La ricerca è stata pubblicata ieri sulla “National Science Review”. Il documento afferma che la “variante” S-Cov pari al 30 per cento, è più vicino al coronavirus correlato ai pipistrelli ed è relativamente più vecchio, mentre l’ L-cov era più  prevalente nelle prime fasi dell’epidemia a Wuhan ma è diminuito all’inizio di gennaio. La maggior parte dei pazienti è stata infettata da una sola delle due varianti. Il campione di un paziente statunitense che aveva recentemente viaggiato a Wuhan ha evidenziato che avrebbe potuto essere infettato da entrambi. Gli scienziati affermano non è da escludere una terza mutazione.  Il virologo Yang Zhanqiu  ha detto oggi al “Global Times” che il paziente statunitense e’ stato probabilmente infettato da una terza variante e che non è ancora stato identificato con campioni sufficienti.  Di solito una persona può essere infettata da un solo sottotipo di Coronavirus perchè tipi diversi si scontrano tra loro. “E’ molto probabile che l’adattamento del Coronavirus a diversi ambienti e ospiti porti alla mutazione prima di infettare gli esseri umani, il che significa che c’è più di una fauna selvatica come ospite intermedio e più di un luogo di origine”, ha spiegato Yang. Lo scienziato sostiene inoltre che potrebbero verificarsi più mutazioni poichè il virus si sta diffondendo a livello globale. Hang Changshou, virologo ed ex ricercatore presso il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al “Global Times” che le mutazioni virali non influenzano le attuali misure di prevenzione in quanto sono destinate a tutti i virus. “Le nuove varianti non indeboliranno l’efficacia dei metodi di trattamento esistenti poichè la mutazione era minore nella sequenza genetica e non cambiava la natura del virus. Al contrario, sarebbe utile nella ricerca sul patogeno e sullo sviluppo di vaccini mirati”, ha sottolineato il medico. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

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