Peste e Coronavirus: il genio di Alessandro Manzoni non è servito a nulla

Piccola premessa prima di cominciare. Peste e Coronavirus hanno poco a che fare dal punto di vista medico e sanitario. Ma quella peste lì descritta benissimo dal Manzoni presenta tantissime analogie con l’emergenza Covid-19 dei nostri giorni. Analogia soprattutto per quanto riguarda i rapporti sociali, la paura verso il prossimo e le scelte sbagliate di un popolo ma anche dei “potenti” che governano tali popoli. Un viaggio di 400 anni. Un viaggio di una attualità assurda.

XVII SECOLO, Milano. La peste colpisce la popolazioni dell’Italia Settentrionale tra il 1629 e il 1933. Tra le zone colpite anche il Granducato di Toscana e la Svizzera, ma la sua massima diffusione avviene nel 1930 nel Ducato di Milano.
Furono anni duri, tantissime persone persero la vita. Diversi decenni più tardi Alessandro Manzoni, all’interno della sua opera meravigliosa “I promessi sposi”, descrisse benissimo quell’epidemia e tutto ciò che essa procurò nello spirito e nei modi di vivere di quelle popolazioni. Una vera e propria testimonianza per le generazioni future, ma praticamente il suo genio e intelletto non sono serviti a nulla.
«La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia».  Così Manzoni nel capitolo 31 del suo libro. La pesta che arriva a Milano ma non si ferma lì, invade buona parte della popolazione.
Una situazione drammatica che purtroppo dopo quasi 400 anni si sta ripetendo nuovamente. Quante analogie, soprattutto negative, tra la “peste manzoniana” e il Coronavirus, virus che sta mettendo in ginocchio la nostra nazione in questi giorni. Siamo nel 2020 e par d’essere tornati indietro nel tempo di secoli. La paura, il panico negli esseri umani è praticamente lo stesso. Il timore di perdere la battaglia contro un brutto male, anche. L’impreparazione di fronte a un qualcosa di inaspettato, di più grande di noi è palesemente la stessa. E pure l’ignoranza e la follia della gente ritrova similitudini clamorose. Oggi come allora si va alla caccia del “nemico”, o meglio l’untore portatore del male. “Con una tal persuasione che ci fossero untori, se ne doveva scoprire, quasi infallibilmente: tutti gli occhi stavano all’erta; ogni atto poteva dar gelosia. E la gelosia diveniva facilmente certezza, la certezza furore”, scriveva Manzoni.. Davvero incredibile come in queste parole potremmo tranquillamente rivederci noi oggi.

Altra, incredibile analogia, è la diffusione di bufale, o meglio fake news come si dice oggi. Ai tempi della peste descritta dal Manzoni, si pensava che quel virus fosse stato “spalmato” sulle porte delle case dei milanesi proprio come una miscela velenosa: “Si diceva composto, quel veleno, di rospi, di serpenti, di bava e di materia d’appestati, di peggio, di tutto ciò che selvagge e stravolte fantasie sapessero trovar di sozzo e d’atroce. Vi s’aggiunsero poi le malìe, per le quali ogni effetto diveniva possibile, ogni obiezione perdeva la forza, si scioglieva ogni difficoltà. Se gli effetti non s’eran veduti subito dopo quella prima unzione, se ne capiva il perché; era stato un tentativo sbagliato di venefici ancor novizi: ora l’arte era perfezionata, e le volontà più accanite nell’infernale proposito”.  Tale e quale alle teorie del complotto che albergano nella mente degli italiani in questo periodo.

Infine la stupidità delle persone. Uguale spiaccicata a quella di 400 anni fa. E se allora l’ignoranza era tollerata per mancanza di materie prime(preparazione scolastica in primis), oggi non può assolutamente essere accettata. Se nel 600 la gente scappava dalle proprie abitazioni e dalle aree pericolose per paura di contrarre la peste con il rischio di contagiare il prossimo, oggi questo tipo di situazione non dovrebbe assolutamente esistere. La conoscenza, la tecnologia e le risorse a disposizione nel 2020 permettono tranquillamente a tutti di accedere a informazioni utile per prevenire contagio e diffusione del Coronavirus. E invece no: gente che scappa dalla quarantena, invade le stazione e gli aeroporti per tornare a casa dalle loro famiglie. Mettendo in pericolo non solo tantissime altre persone ma le stesse persone a loro più care. Follia allo stato puro.
Alessandro Manzoni 150 anni fa con la sua opera letteraria tentò anche di mettere in guardia l’uomo di fronte a delle grandissime emergenze come la peste o il Covid-19. Purtroppo a distanza di secoli quell’uomo non ha imparato assolutamente la lezione. La peste come il Corona. L’uomo del XVII secolo come quello del XXI. La storia si ripete, in negativo. Chissà cosa starà pensando il povero Manzoni guardandoci dall’alto..