Reggio Calabria e la gogna mediatica in diretta nazionale, quando il giornalismo diventa pregiudizio

Un attacco, l’ennesimo in poche ore, ad un Sud che in queste settimane sta dimostrando grande maturità, grande rispetto per il prossimo e grande responsabilità civica. Una ‘lotta’, quella tra Nord e Sud, che va avanti a pregiudizi da anni. ‘Terroni’ e ‘Polentoni’, due aggettivi che ormai, nel 2020, dovrebbero essere solamente un vecchio ricordo del quale ridere. Invece no. Nel 2020, in un periodo delicatissimo come quello attuale, facendo zapping è ancora possibile ascoltare discriminazioni territoriali contro un Sud che, oggi più che mai, sta dimostrando il proprio valore. Nella giornata di ieri, nel corso di un TG nazionale, la messa in onda di un servizio ha scaturito sdegno per ciò che è stato affermato. “A Napoli, Palermo e Reggio Calabria, una gambizzazione non farebbe nemmeno notizia…”. A replicare al servizio della vergogna ci ha pensato il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, il quale ha scritto un lungo post sul proprio profilo ufficiale.

Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Ho dovuto riascoltarlo tre volte per essere certo che non fosse uno scherzo: “A Napoli, Palermo o REGGIO CALABRIA una gambizzazione non farebbe nemmeno notizia. Ad Ostia sì”. Nell’edizione di ieri un giornalista del Tg3 ha pensato di iniziare cosi un servizio sul ferimento di un parente degli Spada di Ostia. Un paragone schifoso e del tutto fuori luogo. A Reggio Calabria, quindi, un grave fatto di sangue non dovrebbe fare notizia? Come fossimo tutti un branco di trogloditi violenti e sanguinari. Peppino Impastato diceva “la mafia è una montagna di merda” e aggiungo, che puzza sempre alla stessa maniera ovunque essa sia. Perché, allora, questa ignobile distinzione, con un retrogusto razzista? Pensate a quell’altro lì, com’è che si chiama? Ah, Vittorio Feltri che su Rete4 affermava convinto che “i meridionali sono inferiori” e meritano di fare “una brutta fine”. Come si può continuare a tollerare questo razzismo strisciante? Noi non dobbiamo perdere la capacità di indignarci, anche di fronte a queste narrazioni stereotipate su palcoscenici nazionali. Le parole sono importanti, vanno pesate a dovere. E se il fango ferisce, il pregiudizio uccide. Ci chiedano scusa. Chiedano scusa alla Reggio bella, gentile e civile, a quella stragrande maggioranza di persone perbene ed onesti cittadini che è stanca dei racconti stereotipati e delle calunnie gratuite, degli sputi indegni sulla propria storia millenaria e sul lavoro che da sempre le donne e gli uomini del sud, i nostri giovani, hanno fatto e continuano a fare garantendo la costruzione di un futuro di speranza per il Sud e per l’Italia. Proprio per questo ho scritto all’Ordine dei giornalisti chiedendo di prendere posizione su quanto accaduto. Noi la criminalità continueremo a combatterla ogni giorno, con orgoglio, per liberare la nostra terra dai tentacoli asfissianti della ‘ndrangheta e dalla violenza, camminando come sempre in salita e controvento, ma a testa alta e portando sulle gambe onestà, coraggio, competenza, giustizia e naturalmente, la nostra capacità di indignarsi. Quanto alle offese in Tv, si cambia canale“. 

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