Torino, ricostruite le dinamiche dell’omicidio-suicidio, la madre era giunta in Piemonte per stare vicino alla figlia

La giovane Chiara Rollo, 33enne che alle prime ore dell’aba di ieri ha ucciso la madre 60enne, Luana Antonazzo, nel Torinese, aveva perso il lavoro da qualche giorno. Le indagini degli inquirenti hanno portato alla scoperta di dettagli importanti, forse fondamentali, per la ricostruzione dell’accaduto. La vittima, insegnante di matematica a Lecce, aveva notato il cambiamento della figlia con la perdita del lavoro e venerdì scorso si era recata a Torino per convincere la figlia a ritornare a Lecce e starle vicino. Chiara però, nella notte di ieri, ha tolto la vita alla donna con diverse coltellate e quando la Polizia è giunta sul posto, lei ha scelto di togliersi la vita gettandosi dal nono piano dell’appartamento. La 60 enne aveva notato il comportamento strano di Chiara ed alle 4 aveva mandato un messaggio al fidanzato della figlia: “Chiara è strana, ha un comportamento scompensato, è diventata aggressiva, torna qui“. Messaggio che è stato letto alle 7 dal ragazzo, il quale ha lanciato l’immediato segnale di aiuto agli agenti. Chiara soffriva di una forma di psicosi comportamentale, nel 2019 era stata ricoverata al Mauriziano per un breve periodo, ma le medicine avevano risolto il problema, almeno nell’ultimo periodo. Con la perdita del lavoro a fine giugno, la ragazza aveva lanciato un chiaro segnale d’aiuto alla famiglia, affermando di aver fallito nella vita. Messaggio che è stato colto dalla madre giunta a Torino con lo scopo di aiutarla.

Le ultime 48 vissute da Chiara sono state ricostruite dagli inquirenti, secondo i quali, la ragazza, nell’aver trovato la madre nell’appartamento avrebbe reagito male, tanto da fuggire di casa e ritornare alle 2.30 di notte, quando ormai anche il fidanzato era andato via. Il rientro si trasforma in discussione e Chiara si agita a tal punto da impugnare un coltello e porre fine alla vita della madre. Alla vista dei Poliziotti, avvisati dal fidanzato, Chiara decide di gettarsi dal nono piano dell’abitazione, ponendo fine anche alla sua di vita. Una ricostruzione agghiacciante che ha chiarito le dinamiche del terribile gesto.

Secondo quanto raccolto dalle varie testimonianze, la vittima era consapevole delle fragilità della figlia, tanto da volersi trasferire a Torino già 7 anni fa. L’incredulità negli occhi di Matteo, il fidanzato della ragazza, sentito dagli inquirenti sugli scalini del condominio: “Fossi rimasto con loro questo non sarebbe accaduto”- ha dichiarato il ragazzo agli agenti.