Modica, parla il padre del bambino ucciso dalle botte della madre e del compagno: “Avevo denunciato, non sono riuscito a difenderlo”

Parla il papà di Evan, il piccolo di 21 mesi ucciso dalle botte della madre e del compagno.

Lo hanno ammazzato, non sono riuscito a difenderlo perché ero lontano per lavoro, ma pagheranno tutto. Li avevo denunciati, ma nessuno li ha fermati. Sto andando a vedere come hanno ridotto mio figlio, sono confuso e non ho voglia di parlare con nessuno”, continua il papà di Evan a La Stampa. E mentre è in viaggio per partecipare al funerale del suo bimbo, ricorda il tentativo fatto per salvarlo, pur se da mille chilometri di distanza. Dalle foto che mi mandava mia madre, avevo capito che Evan non stava bene, quei segni sul faccino erano troppo evidenti. Mi chiedo come abbiano fatto gli altri a non notarli. Perché la famiglia della mia ex compagna non ha fatto niente per fermare quell’orrore? Perché i servizi sociali sono rimasti fermi? Mia madre vedendo quei lividi aveva chiesto più volte agli assistenti di andare a dare un’occhiata. Inutilmente. Io non ci ho mai creduto che Evan fosse caduto, ma non potevo fare nulla perché mi impedivano perfino di parlare con mio figlio. Il nuovo compagno della ex mi ha minacciato più volte di morte su whatsapp perché non avevo ancora tolto la residenza dalla casa. Se penso che mentre mi scriveva quelle cose picchiava un bimbo di nemmeno due anni mi sale la rabbia. Ma non finirà così, pagheranno tutto.

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