gonzalo higuain
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Gonzalo Higuain e il calcio italiano, 7 anni di amore e odio

Odi et amo è l’incipit e il titolo del carme 85 del poeta latino Catullo. È forse l’epigramma più noto di tutto il suo Liber. Da una parte l’amore passionale, dall’altra l’odio intenso. Questo, forse, potrebbe essere il modo migliore per iniziare questo racconto.

Il calcio italiano sta per salutare uno dei più grandi attaccanti degli ultimi 15 anni. Gonzalo Gerardo Higuain è pronto a salire su un aereo e atterrare in America, precisamente a Miami. Una storia, quella dell’attaccante argentino, unica nel suo genere. Un bomber di razza, un grandissimo interprete del ruolo che in questi anni si è conquistato, a suon di gol, la fama di uno degli attaccanti più forti del pianeta. Tra tanti gol, trofei vinti, finale di Champions persa con la Juve e forme fisiche discutibili Gonzalo Higuain non verrà mai dimenticato in Italia.

L’INIZIO DI UNA STORIA D’AMORE. La sua storia in Italia è iniziata 7 anni fa. Dal Real Madrid, il Pipita, sbarca a Napoli per rilanciare le sue ambizioni dopo aver vinto non quanto si aspettasse al Real (ma segnato molto) e aver sofferto la concorrenza di un altro fenomeno del ruolo, come Karim Benzema. Il suo ingaggio, nella città partenopea, viene accolto con scetticismo. I tifosi azzurri sono poco convinti che l’argentino sia un grande giocatore, perché d’altronde “il Real mica lo avrebbe lasciato andare così facilmente”. Era questo, più o meno, il ritornello di quei caldi giorni di luglio. Il miglior modo possibile per scacciare le critiche e iniziare bene una nuova avventura per un attaccante è uno solo: segnare. Higuain, in questo senso, non è davvero niente male.

GIOIA E DOLORE NELLE PRIME ANNATE NAPOLETANE. I gol non mancano e la sua prima stagione (2013-2014) si chiude anche con un trofeo, la Coppa Italia, vinto contro la Fiorentina per 3-1. Conclude la stagione con 24 reti in 46 presenze tra campionato e coppe agli ordini di Benitez. Una prima annata positiva, chiusa bene e con tanti gol. Nella seconda stagione a Napoli, sempre con Benitez in panca, arriva subito un altro trofeo: la Supercoppa Italiana vinta ai rigori contro la Juventus, con tanto di doppietta nei tempi regolamentari. Ma le trappole, nel campionato italiano, non lasciano tregua nemmeno a un grande giocatore come Higuain. L’ultima giornata della Serie A regala all’argentino, forse, la giornata più triste della sua carriera. Napoli-Lazio, 2-4. Doppietta di Gonzalo, ma sul 2-2 lo stesso attaccante fallisce il rigore che probabilmente avrebbe regalato la Champions League ai partenopei. Invece, niente Coppa Campioni ma solo Europa League. Un finale thriller che comincia a far scricchiolare il rapporto tra i tifosi e l’attaccante.

L’INCREDIBILE RECORD. Nell’estate 2015, infatti, Higuain pensa spesso a lasciare Napoli per provare una nuova avventura. Le offerte certamente non mancano, ma è decisivo l’approdo in Campania di un nuovo tecnico al posto di Benitez: Maurizio Sarri dall’Empoli. Il tecnico nato a Bagnoli riesce a convincere il Pipita a restare per una grande stagione. L’inizio è abbastanza tragico. Tra moduli sperimentali e risultati altalentanti, finiscono sul banco degli imputati tutti: dall’allenatore fino a Higuian. Dopo diversi mesi di nuovo corso, però, arrivano bel gioco e grandi risultati. Ma soprattutto arrivano i gol di Higuain. Una caterva di gol, contro tutti e in ogni modo. A fine campionato il tabellino marcatori recita: Gonzalo Higuain 36 reti. Record italiano, nessuno mai nella storia era riuscito a segnare così tanto. Nemmeno un mostro sacro come Nordahl, superato dall’argentino all’ultima giornata grazie alla tripletta contro il Frosinone. L’ultima rete che sancisce il nuovo record è poetica: controllo di petto e girata volante sotto l’incrocio. Solo Immobile, qualche mese fa con la maglia della Lazio, è riuscito a eguagliare ma non a superare questo incredibile record.

IL PASSAGGIO ALLA JUVENTUS. Dopo il magnifico record di gol, i tifosi napoletani mai si sarebbero immaginati di vivere un’estate come quella del 2016. Il 26 luglio, dopo una trattativa segreta, Higuain passa agli acerrimi rivali della Juventus. 90 milioni di euro, una cifra altissima, che fa del Pipita uno degli acquisti più onerosi della storia del calcio italiano. La prima stagione juventina si chiude con uno scudetto, una Coppa Italia e una finale di Champions, persa, contro la sua ex squadra il Real Madrid. Anche nella seconda stagione Higuain riesce a sollevare scudetto e Coppa Italia ma a segnare decisamente meno rispetto a 12 mesi prima. In Champions, invece, l’avventura bianconera si chiude con la delusione, ancora una volta, contro il Real ai quarti di finale.

I PRESTITI AL MILAN E AL CHELSEA. Due anni intensi quelli di Higuain alla corte della Juventus. Nell’estate del 2018, l’avventura del Pipa a Torino pare essere conclusa. Si trasferisce a Milano, sponda Milan, in prestito. Ma i sei mesi in rossonero sono decisamente negativi. Poche gioie, squadra che non gira. E allora ecco un nuovo prestito all’orizzonte: il Chelsea. Indovinate di chi? Maurizio Sarri. In Blues, negli ultimi mesi della stagione 2018-2019, non lascia il segno. Ma a Londra, Higuain, riesce comunque a sollevare un trofeo prestigiso. Il Chelsea vince l’Europa League in un derby tutto londinese contro l’Arsenal. Primo trofeo europeo per l’argentino.

IL RITORNO IN BIANCONERO. Il suo ritorno alla Juventus dopo il doppio prestito è caratterizzato ancora una volta dalla presenza di Sarri. Per la terza volta in carriera il Pipita verrà allenato dall’ex Napoli ed Empoli. Proprio grazie a Sarri che Higuain resterà a Torino per un altro, e ultimo, anno. Segna pochissimo, solo 8 gol complessivi, ma mette in bacheca il suo ennesimo scudetto bianconero. Ma nell’estate appena trascorsa il rapporto tra Higuain e la dirigenza si rompe definitavamente e poche ore fa le due parti hanno interrotto il loro rapporto. Higuain andrà a Miami, nell’Inter Miami dove riabbraccerà il suo ex compagno alla Juve Blaise Matuidi.

Una storia, dunque, intensissima. Higuain non si è fatto mancare nulla in questi anni italiani. Dall’amore e l’odio profondo dei tifosi napoletani. Dalla gioia dei tifosi bianconeri e le vittorie di scudetti e Coppe. Tutto, un racconto che meriterebbe ancor più attenzione. Una storia che meriterebbe la trascrizione di un libro dal gusto romantico e thriller allo stesso tempo. Higuain al calcio italiano mancherà tanto perché è stato davvero un grandissimo giocatore. In bocca al lupo, Pipa!

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