lionel messi
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La prigione d’amore di Lionel Messi

Fine della storia: Lionel Messi ha annunciato la sua permanenza al Barcellona

Si dice che l’amore sia il sentimento più bello, quello più forte e appagante. Che salvi le persone da una vita di buio e sofferenze. Spesso è così. Amare qualcuno o qualcosa più della propria vita è una sensazione bellissima. Ma questo non capita sempre. Per un giocatore di calcio, ad esempio, amare alla follia il proprio club di appartenenza, è molto limitante. Senza dubbio romantico, ma estremamente limitante. Nella storia del calcio di esempi del genere ce ne sono diversi. Forse il più emblematico è Francesco Totti a vita con la sua Roma. Quanto avrebbe potuto vincere Er Pupone con un’altra maglia? Rispondiamo noi: tutto!

L’ultimo in ordine di tempo, prigioniero dell’amore verso i colori sociali del club di appartenenza, è il signor Lionel Andres Messi Cuccittini. Considerato da quasi tutti il miglior giocatore del mondo e uno dei migliori della storia del calcio, la Pulce argentina dopo oltre 20 anni di Barcellona voleva lasciare i catalani. Qualche settimana fa l’incredibile confessione. Oggi (qualche istante fa) ha comunicato al mondo intero la sua permanenza. Situazione grottesca, ai limiti dell’assurdo. Perché in conferenza Leo ha, sì, confermato l’amore viscerale per la sua squadra ma ha denunciato e gridato la sua voglia di andarsene. Di lasciare e provare una nuova esperienza. La sua seconda, dopo una vita passata in Catalogna. Una voglia matta di lasciare perché le cose al Camp Nou non vanno da diversi anni. Le magre figure in Europa da ormai 5 anni sono evidenti. Ultima la clamorosa e rumorosissima sconfitta per 8-2 con il Bayern Monaco in semifinale a Lisbona. La dirigenza blaugrana in questi anni di disfatta non ha certamente aiutato il dieci argentino e quei pochi talenti veri rimasti in squadra. Soldi spesi male e ricambio generazionale che non è mai arrivato dopo l’addio di Puyol, Xavi e Iniesta. E proprio l’assenza di quest’ultimi due ha pesato moltissimo anche sulle vittorie di Messi con il Barcellona. D’altronde giocare con gente del genere diventa ancor più facile. Estremamente facile se ti chiami Messi e sei un grandissimo a prescindere.

Leo in questi anni ha deliziato il suo pubblico e gli amanti del calcio, ma lo ha fatto con un volto decisamente più scuro. Una tristezza aumentata negli anni diventata palese nelle ultime due stagioni e certezza in questi ultimi giorni. Pregustava magari un ritorno dal suo amatissimo Pep Guardiola e invece si dovrà “accontentare” dell’amore per il suo Barcellona. Ha garantito che nulla cambierà la prossima stagione. Ma le parole più forti e che resteranno nell’aria ancora per un po’ di tempo sono state altre: “Volevo andare via, Bartomeu lo sapeva ma non ha mantenuto la promessa”. Ecco, questo, forse, conta più dell’amore. Perché più che un amore, a questo punto, la storia tra Leo e il Barça assomiglia molto più a una prigione dorata. Il Barcellona avrebbe potuto dimostrare al mondo intero che veramente è “Mes que un club”, come appare scritto all’interno del Camp Nou. Poteva andare incontro al suo giocatore simbolo e cercare un compromesso. Non lasciarlo andare a zero, ma nemmeno richiedere i 700 milioni di euro della ipotetica e non si sa quanto valida clausola rescissoria. E invece niente. Hanno perso un’occasione e anche il calcio dopo questa scelta ha perso l’occasione di vedere Messi con un’altra maglia e togliersi quel fantomatico dubbio: “Cosa avrebbe vinto Messi con un’altra squadra?” A meno di una clamorosa retromarcia, questo dubbio non verrà mai sciolto.

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