Covid: è corsa al tampone per il cenone di Natale

Insomma quest’anno prima degli auguri e il brindisi, debitamente a distanza, il tampone se non d’obbligo è caldamente consigliato.

E’ iniziata la corsa al tampone nella Capitale in vista del in famiglia per proteggere i propri cari, soprattutto gli anziani che sono ritenuti i soggetti più a rischio. “Sono già circa trecento le persone che hanno prenotato un tampone a ridosso del Natale nei nostri centri – spiega Maria Stella Giorlandino, amministratrice delle reti Artemisia Lab che effettua i test in otto strutture diffuse nel Lazio – noi stiamo prenotando però con l’indicazione di ricontattarci qualche giorno prima per valutare le singole situazioni e stabilire i tempi e la modalità più opportune”. Per Giorlandino “c’è grande confusione nella popolazione sui tamponi e un pò di apprensione in vista del Natale perchè si vuole proteggere i familiari più fragili. Stiamo cercando di dare le informazioni più dettagliate e i tempi di esecuzione più adatti – aggiunge – facendo capire che non bisogna avere fretta e anticipare i tempi. In sesta giornata dal contatto a rischio, ad esempio, va fatto un antigenico qualitativo e non un quantitativo che deve essere fatto al nono giorno. Il molecolare anche al quinto giorno”. Intanto il Governo è al lavoro proprio sul nuovo dpcm in vista del Natale. Per quanto riguarda le festività in famiglia saranno date delle raccomandazioni: non più di 6-7 a tavola e tutti dentro la ‘bolla familiare’, ovvero parenti stretti e eventuali conviventi. Con la raccomandazione, nel caso, di sottoporre a test quei parenti che seppur stretti non si frequentano da tempo. Insomma quest’anno prima degli auguri e il brindisi, debitamente a distanza, il tampone se non d’obbligo è caldamente consigliato.

LE CONSEGUENZE. “Se saranno confermate le indiscrezioni circa il sul Natale, i provvedimenti del Governo farebbero crollare la spesa degli italiani legata alla festività, con una forte contrazione dei consumi specie nel settore alimentare”. Lo afferma il Codacons che, senza entrare nel merito delle misure allo studio dell’esecutivo, lancia l’allarme sugli effetti che le stesse avrebbero per l’economia italiana. Se si arriverà al coprifuoco alle ore 22 anche a Natale e al divieto di spostamento tra regioni, comprese quelle gialle, ci saranno pesanti ripercussioni sui consumi delle famiglie, specie quelli legati al settore alimentare – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Questo perché il ricongiungimento delle famiglie durante le feste porta ad un numero maggiore di ospiti nelle case, con effetti sulla spesa per cibo e bevande. Basti pensare che solo il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale valgono, insieme, 2,6 miliardi di euro, spesa che raggiunge i 5 miliardi di euro se si considerano anche le festività di Santo Stefano, Capodanno e dell’1 gennaio” “Con il coprifuoco alle ore 22 durante le feste di fatto si impediranno i classici cenoni in famiglia, con una riduzione dei consumi alimentari che potrebbe raggiungere quota -10% rispetto agli scorsi anni, e una minore spesa complessiva per 500 milioni di euro solo per cibi e bevande, e conseguenze pesanti per le imprese italiane dell’agroalimentare e per l’intera economia nazionale – stima il Codacons -. A tale quadro si aggiunge una minore propensione agli acquisti natalizi da parte delle famiglie determinata dall’emergenza Covid, dalle difficoltà economiche del Paese e da un clima di generale incertezza sul futuro, che nel 2020 potrebbe causare la perdita di complessivi 1,5 miliardi di euro di consumi legati alle festività”, conclude l’associazione.

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