Natale, l’Italia si colora di rosso: le regole da seguire

Cosa si può e non fare nei giorni rossi e arancioni

Da oggi l’Italia si colora di rosso. Partiranno questa mattina le misure più restrittive dell’emergenza sanitaria utilizzate già in caso di situazioni con massima criticità di contagio.

Nel decreto legge, firmato dal premier Giuseppe Conte lo scorso 18 dicembre ed in vigore fino al 6 gennaio, tutto il territorio nazionale sarà considerato “zona rossa” nei giorni 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021.

Nei giorni che restano del calendario quindi 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 varranno le misure delle zone arancioni. Per tutto il periodo natalizio è confermato il lockdown dalle 5 alle 22. In questo periodo, come fatto sapere dal Ministero dell’Interno, i controlli saranno rafforzati – con un impiego di 70mila agenti sul campo – su tutto il territorio nazionale sulle “arterie stradali e in ambito cittadino, per prevenire possibili violazioni alla restrizioni alla mobilità ovvero situazioni di assembramento e di mancata osservanza del distanziamento sociale”.

GIORNI ROSSI. Cosa è consentito e cosa non lo è nei giorni ‘rossi’. Nei festivi e prefestivi è vietato qualsiasi spostamento se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute, fatto salvo per la deroga inserita nel provvedimento che consente lo spostamento per due persone (under 14 esclusi dal conteggio) verso una sola abitazione per una volta al giorno, all’interno della propria Regione e quindi consentita anche la mobilità tra comuni.
E’ possibile inoltre raggiungere le seconde case all’interno però del solo territorio regionale. Bar e ristoranti resteranno chiusi al pubblico, con la sola possibilità dell’asporto. Aperti invece, tra gli altri, gli alimentari, i tabaccai, le farmacie, parrucchieri e barbieri, negozi di vendita al dettaglio. In questo modo sarà consentito effettuare gli ultimi acquisti sia per il cenone, che sarà rigorosamente tra conviventi e per qualche regalo di Natale dell’ultimo minuto. Nessun cambiamento invece per chi vuole andare a messa o visitare luoghi di culto nei giorni ‘rossi’: basta avere con sé l’autocertificazione e per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati” i luoghi di culto “fra quelli più vicini”.

GIORNI ARANCIONI. Cosa è consentito e cosa non lo è nei giorni considerati “arancioni”. Riaprono bar e ristoranti ma solo per l’asporto fino alle 22, mentre da questo orario è possibile la consegna a domicilio. Nei giorni dove la linea si ammorbidisce un po’ non sono consentiti gli spostamenti tra regioni e comuni, a eccezione per quelli piccoli, con meno di 5000 abitanti e nel raggio di 30 chilometri. Per le messe e la visita nei luoghi di culto i fedeli potranno raggiungere liberamente qualsiasi sacro sito nel comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e distanti non oltre i 30 chilometri.

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