Unione Europea in allerta: nuova epidemia di influenza aviaria nel Sud della Francia


Unione Europea in stato di allerta per una nuova influenza aviaria che sta interessando il Sud della Francia e che ha già visto diverse centinaia di migliaia di anatre essere abbattute.

I produttori del foie gras hanno sollecitato le autorità sanitarie a procedere più massiccia macellazione preventiva di anatre, lamentando da giovedì una netta “sensazione di impotenza” di fronte a una situazione ormai “fuori controllo”: di fronte all’aumento del numero di allevamenti contaminati dall’influenza aviaria nel Sud-Ovest.
Il “generale inverno” picchia duro nella conta dei danni agli allevatori avicoli in diverse aree dell’Europa e dell’India, nonche’ ai produttori di foie gras francese che stanno assistendo impotenti a una progressione di abbattimenti delle anatre e, in taluni focolai anche di pollame, nelle loro aziende, col rischio concreto di mettere a rischio le forniture, almeno per un paio di mesi, alla filiera della trasformazione e distribuzione del rinomato paté. Solo a ottobre, precisa l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, sono stati segnalati oltre 300 casi di influenza aviaria in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e il nuovo anno si è aperto con una maxi campagna di abbattimenti in corso nel Sud della Francia. Del resto il 20 novembre, l’Authority con sede a Parma, aveva già evidenziato la diffusione del virus in tutto il vecchio continente. La maggior parte dei casi, aveva precisato l’Efsa, “sono stati rinvenuti in uccelli selvatici. Il nuovo rapporto da’ come alta la probabilità che il virus si diffonda dagli uccelli selvatici al pollame”. Gia’ in una sua precedente valutazione, a settembre, l’Efsa aveva avvertito che l’influenza aviaria ad alta patogenicità (Hpai) avrebbe potuto diffondersi rapidamente all’Europa occidentale a seguito dei focolai che l’estate scorsa hanno interessato uccelli selvatici e pollame nella Russia occidentale e nel Kazakistan.
Intanto, “per prevenire una ulteriore escalation di questi focolai – ha detto Nik Kriz, responsabile dell’Unità Efsa “Salute animale e vegetale”, – occorrerà un approccio di salute unica globale (“One Health”) in tutta Europa”. Inoltre, si legge nel Rapporto Efsa elaborato in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e il Laboratorio europeo di riferimento per l’influenza aviaria, “la condivisione di sequenze complete del genoma virale è fondamentale affinché le autorità possano individuare prontamente l’emergere di nuovi virus o di mutazioni genetiche di rilievo per la salute animale e pubblica”. Per bloccare la propagazione del virus si è già proceduto all’abbattimento di oltre 200.000 anatre e altre 400.000 lo saranno prossimamente.

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