Isole lontano dal turismo di massa e dall’inquinamento: esistono davvero?

Una serie di spiagge, un vulcano raso al suolo, una semplice conchiglia o una foresta lussureggiante… Le isole accolgono i sogni di tutti i viaggiatori, racchiudendo nei loro contorni finiti la chimera del paradiso originario.

Isole lontano dal turismo di massa e dall’inquinamento. Secondo la visione utopica del Secolo dei Lumi, l’essere umano vi vivrebbe in perfetta armonia con la natura e non conoscerebbe le perversioni della civiltà.

Esistono davvero queste deliziose isole? Concentrati su quattro oasi di pace, Sainte-Hélène, Los Roques, Robinson Crusoé e Praslin.

L’ombra del “grande uomo” incombe ancora su Sant’Elena. I nostalgici sostenitori di Napoleone I gli assicurarono una sinistra reputazione. Eppure c’è qualcosa di vibrante in questi 120 chilometri quadrati di coriandoli dell’Impero Britannico, isolati nel mezzo dell’Oceano Atlantico meridionale. Vulcanica, con le coste battute dai venti. La sua capitale, Jamestown, sembra strangolata tra due scogliere ostili. Altrove la vegetazione è rigogliosa, tra felci arboree nella parte alta e verdi pascoli sotto. Qui non c’è popolazione autoctona: gli abitanti dell’isola, i “Santi”, hanno antenati britannici, africani o cinesi. Il pellegrinaggio sulle orme di Napoleone resta la ragion d’essere del viaggio. Casa Longwood, la sua ultima dimora e la valle che ripara la sua tomba sono oasi di serenità.

Le acque turchesi di Los Roques, al largo di Caracas, potrebbero convincere il viaggiatore di aver toccato il paradiso. Queste cento isole e isolotti venezuelani, con spiagge sontuose, mostrano nelle loro acque un’esaustiva cartella colori del blu. La varietà della sua barriera corallina è al terzo posto nel mondo. La laguna è diventata un parco nazionale all’inizio degli anni ’70, fornendo un ambiente preservato per l’ibis scarlatto e aironi. Se ci distacchiamo dalla semplice contemplazione, cosa facciamo a Los Roques? Immersioni subacquee, pesca del bonefish, questo pesce estremamente vivace e combattivo, kitesurf, ecc. Eden dell’Oceano Indiano con spiagge paradisiache e fondali sontuosi, la seconda isola più grande delle Seychelles cela un frutto misterioso, oggi protetto, la noce della palma da cocco, comunemente chiamata “coco-fesses”, letteralmente “cocco- natiche”. Evocando perfettamente le curve posteriori femminili e pesando fino a venti chili, si è naturalmente trasformata in un sex symbol, consumato come afrodisiaco. Da aggiungere alla fantasia, le infiorescenze maschili hanno una… forma fallica! Il suo nome attuale, l’isola lo deve a Luigi XV e al suo ministro della marina, Choiseul Praslin, che sarebbe stato soprannominato “cucul la praline”! Con la sua vegetazione esuberante nella Vallée de Mai, parco nazionale dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, e le sue spiagge luminose, tra cui la sublime baia laziale, Praslin rimane una destinazione idilliaca e incontaminata.

Reale o fittizio? Il suo nome può legittimamente sollevare la questione. Tuttavia, Robinson Crusoe, quest’isola cilena nell’Oceano Pacifico, esiste, a circa 700 km dalla costa sudamericana. Il suo nome, in riferimento all’eroe di Daniel Defoe, risale al 1970. Fino ad allora l’isola era chiamata più banalmente Mas a Tierra. Il governo cileno lo ribattezzò per rendere omaggio al naufrago scozzese Alexandre Selkirk, il “vero” Robinson, che rimase bloccato qui all’inizio del XVIII secolo. Quest’isola è l’unica dell’arcipelago Juan Fernández ad essere abitata. Vi abitano 600 anime che si dedicano alla pesca dell’aragosta e al turismo. Montagnosa e vulcanica, è una riserva della biosfera mondiale. I fondali sono molto ricchi, così come la flora, minacciata dall’erosione e dallo sviluppo di specie invasive. Immerse nel cuore dell’Oceano Indiano, tra la Malesia meridionale e l’Australia settentrionale, le piccole isole dell’arcipelago della Sonda formano un paradiso naturale. Komodo, Bali, Flores, Lombok, Sumbawa, Satonda, ecc., questa farandola di isole incanta con la sua diversità. A Bali, i viaggiatori sono sedotti dalle spiagge di sabbia fine e dai templi indù. Elencato come patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Parco Nazionale di Komodo con i suoi draghi di tre metri stuzzica la curiosità dei più avventurosi. Florès e la sua dozzina di vulcani incantano gli escursionisti che hanno un terreno ideale per dedicarsi alla loro attività. Trekking, ozio, snorkeling in mezzo alle barriere coralline.

a cura di Liliana Carla Bettini di
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