Elezioni, Castellammare. Politica spaccata, assenza di temi concreti: cittadini stanchi aspettano risposte


Il 10 giugno gli stabiesi si recheranno alle urne per scegliere il prossimo nuovo primo cittadino. Ma la campagna elettorale non è entrata nel vivo, anzi sembra addirittura ferma al palo. Bloccata dai doppi veti incrociati che bene o male inchiodano tutti gli schieramenti politici in campo. Troppi a dir la verità, sia a sinistra che a destra passando per il centro. La fine traumatica dell’amministrazione Pannullo ha segnato il vero punto di non ritorno per tutto l’establishment politico stabiese, le elezioni del 4 marzo l’inesorabile tramonto. Eppure in città il risiko si concentra solo sulle possibili alleanze, sull’inciucio, sugli incontri che i vari esponenti e protagonisti degli ultimi 20 anni di politica stabiese tengono chi più e chi di meno alla luce del sole. Nel PD il segretario cittadino, candidamente ridimensionato, Nicola Corrado cerca a tutti i costi di imporre la sua candidatura scatenando una vera e propria fuga dal partito di corso Vittorio Emanuele oramai in caduta libera. Ma la scelta del candidato sindaco spetterà ai vertici napoletani, impauriti dalla perdita di consensi del PD stabiese e dalle voci sempre più discordanti che animano le varie correnti di partito. La “Primavera delle Idee” non ha attratto e anzi ha ancor di più esacerbato gli animi e affermato un concetto chiave che però sembra non entrare nel leitmotiv di Corrado e co.: gli appuntamenti di facciata non interessano più. Meglio non se la passa il centrodestra dove i vari candidati tentano la fuga in avanti per poi rifare due passi indietro. Anche qui lo scontro è tutto sulla scelta del candidato sindaco. Meglio non se la passano i centristi tutti spaccati: in attesa, per non sbagliare collocazione e avere ancora un ruolo determinante per l’ascesa a Palazzo Farnese del candidato sindaco più convincente. I pentastellati di Grillo si muovono in gran segreto, e a meno di clamorose sorprese scenderanno in campo con Nappi candidato sindaco.
Ma i cittadini stabiesi sono esausti. Si sfogano, dicono quello che pensano, e lo dicono con parole semplici, non in politichese, come diversi di noi amano fare. Ogni giorno sono sempre di più gli stabiesi che lamentano disservizi e mancanze varie, e si sfogano con chi da loro un minimo di visibilità, con chi non ha timore di rendere pubbliche le lamentele. Non basta più una falsa immagine per tentare di ammorbidirli. Servono idee e proposte vere, concrete. Serve analisi, confronto e giudizio, serio e concreto. Le ultime elezioni politiche del 4 marzo hanno affermato chiaramente, senza scampo, questo concetto. I cittadini sono stufi e stanchi della situazione. Eppure a Castellammare non si parla di temi, ma solo di alleanze e nomi su cui convergere per prendersi la poltrona. Il 10 giugno però e sempre più vicino come l’inevitabile sentenza che gli stabiesi sono pronti a sancire.